Un Nuovo anno che inizia ad Anversa..
E' cominciato un nuovo anno e la prima cosa che ho visto al mio risveglio è stato il cielo plumbeo di Anversa. Una fitta coltre di nebbia e una pioggia lenta e incessante. Per un'italiana, per giunta del sud, è un'immagine sicuramente non piacevole, eppure a me non è dispiaciuto affatto, anzi. Trovo questo clima estremamente affascinante e romantico. M' ispira, mi concentra sul lavoro, m' induce a riflettere e ad immaginare. Dalle grandi finestre del mio appartamento vedo battelli e barche illuminate, una torre moderna in vetro e acciaio che ospiterà il
Museum aan de Strom e che s'integra con gli antichi edifici circostanti. Il passato nel futuro o il futuro nel passato se preferite. A me piace questa mescolanza di moderno e antico, mi disturbano invece le costruzioni moderne che non hanno alcun significato e che deturpano il paesaggio o la storia architettonica di una città, come il centro commerciale a ridosso dell'ottocentesco
Teatro delle Fiandre che mi ospita in questo periodo. Cammino per strada, guardo i passanti, incuranti della pioggia, camminare adagio con giacche leggere e scarpe da ginnastica e mi chiedo se avvertano il freddo come me, coperta invece fin sopra i capelli. Cammino e ripeto dentro di me le strofe della prima aria di Salomé "Il est doux il est bon", cercando di memorizzare le parole, i respiri, le pause e immaginando il personaggio quando avrà vita, quando dal buio delle quinte arriverà nella scena illuminata per la prima volta. Tutto è ancora in fase embrionale e aspetto solo di vedere un'altra ragazzina prendere vita dentro di me.

